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LEV TOLSTOJ E LE SUE OPINIONI SUL VEGETARIANESIMO. «UCCIDENDO GLI ANIMALI PER IL CIBO, LA PERSONA SOPPRIME I PIù ALTI SENTIMENTI SPIRITUALI DI SE STESSO ...»

03-DIC-2019


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ERMANNO Ermanno Scervino

ERMANNO Ermanno Scervino

MARINA MILANI


 
Lev Tolstoj è uno dei più grandi scrittori e pensatori, che il mondo  ha conosciuto, vissuto fra la metà del XIX e l’inizio del XX secolo. Dalle sue opere sono stati realizzati film, e le stesse opere sono state utilizzate come modello educativo e di formazione per alunni e studenti.
Lev Tolstoj è stata una persona dalle mille sfaccettature. Non fu un sostenitore della religione, ma sognava di creare un nuovo mondo ideale. Credeva nella spiritualità, nella bontà, nella buona comunicazione e nell'altruismo. Fondò una scuola in cui lui stesso insegnò ai bambini figli di contadini. 
 



L. N. Tolstoy tra gli studenti dei corsi serali per lavoratori. Yasnaya Polyana. 1909


Nonostante la sua fama di scrittore ed il suo titolo nobiliare di Conte, fu una persona semplice, non esternando la sua superiorità culturale e di ceto sociale, infatti amava vestirsi  modestamente,  spesso con abiti contadini, arando la terra insieme ai lavoratori della campagna.
 


 
Ciò che colpisce particolarmente, in quanto insolito per il tempo e per il tipo si società dell’epoca è il fatto che Lev Tolstoj era vegetariano.
Una volta, mentre leggeva il libro " The Ethics of Diet " (Etica della dieta), lo scrittore ebbe l’esigenza di andare al macello per rendersi conto di persona, vedere e sentire ciò che era descritto in quel libro. 
 
 
Andò al mattatoio di Tula, del quale si sosteneva fosse stato costruito con innovazioni tali da ridurre al minimo le sofferenze degli animali.
Ebbe modo quindi di osservare da vicino un giovane toro mentre veniva ucciso davanti ai suoi occhi. Racconta che, quando il macellaio, con il suo coltello pugnalò il toro alla gola, il povero animale cadde sulla pancia, girandosi goffamente su un fianco iniziando a muovere freneticamente le zampe. Un altro macellaio dalla parte opposta, piegò la testa di toro già a terra recidendogli la gola. Il sangue scuro usciva dalla gola. Quando il sangue smise di scorrere, il macellaio sollevò la testa del toro e cominciò a scuoiarlo, mentre il corpo del povero animale dava ancora segni di vita, e grandi lacrime uscivano dagli occhi, segno che stava provando un dolore incredibile...
 
 
Lev Tolstoj rimase scioccato dalla crudeltà con la quale veniva ucciso un animale abituato al contatto con l’uomo; animale che si fidava degli esseri umani, si sentiva tranquillo, addomesticato, vedendo nell’uomo un amico.
 
Dopo questa esperienza, Tolstoj fece profonde riflessioni: Non poteva perdonarsi per essere rimasto indifferente, fino a quel momento, alla brutale uccisione di esseri viventi e si sentì quindi colpevole della loro dolorosa morte. Da quel momento, per lo scrittore, educato alle tradizioni del cristianesimo russo, il comandamento principale "Non uccidere" acquisì un significato nuovo.
 
“Uccidendo animali allo scopo di ricavarne una fonte il cibo, l’essere umano sopprime i più alti sentimenti spirituali di se, cioè la compassione e la pietà per altri esseri viventi come lui, e, calpestando se stesso, indurisce il suo cuore. Come si può sperare che la pace e la prosperità regnino sulla terra, se i nostri corpi sono divenuti luogo di sepoltura di animali morti?” - Lev Tolstoj.
 
All'età di cinquant'anni, Tolstoj rinunciò completamente al cibo di origine animale e passò ad una dieta totalmente vegetale.
 
 
Scrive Lev Tolstoj:
"La mia dieta consiste principalmente in pappa di fiocchi d'avena calda, che mangio due volte al giorno con pane integrale. A cena mangio zuppa di cavolo o zuppa di patate, il grano saraceno o patate, il tutto bollito, oppure fritto in olio di girasole o senape, in oltre infuso a base di prugne e mele. A cena mangio unitamente alla mia famiglia pappa d'avena, che è il mio cibo principale. La mia salute non ne ha sofferto, anzi è migliorata significativamente da quando ho abolito latte, burro e uova, nonché zucchero, tè e caffè "
 
Negli ultimi 25 anni della sua vita, lo scrittore ha promosso l'idea e la cultura di un’alimentazione vegana, spiegando alle persone il significato morale ed etico di questa scelta alimentare. La persona spiritualmente evoluta, rifiuta spontaneamente qualsiasi tipo di violenza.
Tolstoj afferma che la violenza regnerà nella società umana, fino a quando non cesserà la violenza contro gli animali. Il rifiuto del cibo a base di carne è anche uno dei mezzi per porre fine al male e alla crudeltà insita negli esseri umani. L'incapacità delle persone di interagire empaticamente con gli altri esseri del regno animale, e l’incapacità di sensibilità al dolore che prova un altro essere vivente, è indice di un basso livello culturale e di animo insensibile.
 
Nel 1892, Tolstoj pubblicò l’articolo "Il Primo stadio", in cui scrive che il primo passo sul cammino del miglioramento morale e spirituale di una persona è il rifiuto della violenza contro gli altri; il passaggio alla dieta vegetariana segna l'inizio del lavoro di auto-miglioramento.  
 


 
"Negli insegnamenti brahamani, buddisti, confuciani, così come negli insegnamenti dei saggi Greci, si parla dei vari gradi delle virtù umane, e non si può raggiungere il più alto senza che il più basso venga assimilato".
“Non si possono osservare le modalità di educazione di alcuni bambini del nostro tempo, senza provare orrore. Solo il peggior nemico, avrebbe potuto così diligentemente infondere nel bambino, quelle debolezze e quei vizi, che i suoi genitori, in particolare le madri, infondono in lui. Provo orrore mentre osservo, e ancor più orrore nel capire le conseguenze che derivano, da ciò che viene diligentemente  fatto da quelli che sono considerati i  migliori genitori,  alle anime distrutte dei bambini.
"Un uomo gorgogliante non è in grado di combattere la pigrizia e un uomo gorgogliante e ozioso non sarà mai in grado di combattere la lussuria.
Citazioni dall'articolo " - " Il Primo stadio " di L.N. Tolstoj
 
Dopo aver letto l'articolo " Il Primo stadio ", il giornalista russo I.I. Perper, un appassionato delle opere di Tolstoj, divenne vegetariano, e nel 1909 fondò la rivista “Recensione vegetariana”
 
 
 
 
E’ stata tramandata fino ai tempi presenti, la lettera sul vegetarismo,  scritta da Tolstoj il 30 dicembre 1901 al famoso medico Alexander Petrovich Zelenkov di San Pietroburgo:
“Penso che tutte le questioni della vita umana siano indubbiamente risolte in modo vero ed inequivocabile, solo quando sono considerate da un punto di vista morale. La stessa cosa vale sulla la questione del vegetarianesimo: 
Alla sua base vi è la consapevolezza dell'ingiustizia e della crudeltà nell’uccidere esseri viventi per il solo piacere del gusto, poiché la capacità di essere completamente in salute senza mangiare carne è ampiamente provata ... ".
 
 
Nel trattato "Qual è la mia fede?" Tolstoj riflette sulla natura dell'anima umana: "tormentare un cane, uccidere un pollo o un vitello è disdicevole e doloroso per la natura dell’essere umano".
 
 
Nel marzo del 1908, Tolstoj fu intervistato dalla rivista americana “Good Health”.
"Ho smesso di mangiare carne circa 25 anni fa, non ho avvertito alcun indebolimento quando ho smesso di mangiare carne e non ho mai avvertito la minima privazione, oppure il desiderio di mangiare carne. Mi sento più in potente e in salute rispetto (mediamente) ad altre persone della mia età ... Penso che non mangiare carne faccia bene alla salute o, piuttosto, mangiare carne faccia male perché è immorale, in quanto ciò che è immorale è sempre dannoso sia per l'anima che per il corpo. " - raccontava di se stesso lo scrittore. 
 
 
Secondo Lev Tolstoj, il vegetarianismo è solo il primo passo nello sviluppo dell'etica e della moralità. Il miglioramento morale e spirituale diviene possibile quando una persona abbandona i capricci ed i falsi valori a cui subordina la propria vita.
 

Mensa vegetariana a Mosca 1914
 
L’esaltazione di falsi valori quali l'avidità, la superbia, la golosità, provoca aggressività nei confronti della natura, degli animali e del prossimo.
Tolstoj credeva che se le persone non fossero state così aggressive, avide e insensibili nei confronti del prossimo, non avrebbero distrutto ciò che la vita offre loro, ed il rispetto reciproco, l'amore e l'armonia avrebbero potuto regnare nel mondo.
 
 
Queste idee sono state pubblicate oltre 120 anni fa. Ma l'umanità è rimasta sorda al richiamo di Lev Tolstoj. Le persone continuano an uccidere la loro stessa specie, attraverso guerre terribili e distruttive.  Oggi gli esseri umani  sono  ancora crudeli con gli animali, ammazzandoli a volte anche per divertimento, oppure allo scopo di ricavarne carne, o per utilizzarne la pelle per la  creazione di  abbigliamento, scarpe, borse e accessori di moda. Le persone sono cieche, ma spero che un giorno l'idea di Lev Tolstoj diventerà una realtà e il nostro mondo diventerà migliore.
 




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